Quello che verrà

A fine di una lunga ma fugace giornata, Sarah si avvia verso casa. Vive da sola in un monolocale al mare dove dice di stare bene, anche se ha attraversato momenti migliori. Un lavoro che non le dà più gli stimoli di un tempo, una pseudo storia d’amore terminata da poco, qualche problema di troppo in famiglia che con l’avanzare degli anni la porta a serie e scomode considerazioni da cui era sempre scappata.

La sera è il momento che preferisce, quando può staccare da tutto e tutti per dedicarsi solo a sé stessa. Camminando sulla via del ritorno non incontra quasi nessuno in giro, ormai la grigia e cupa giornata di gennaio sta volgendo al termine e a quest’ora la gente cena.

Le piace soffermarsi, anche solo per qualche istante, nella zona del porto cittadino, a fissare il mare, lasciandosi andare a spontanee riflessioni. Adora essere cullata dal suono delle onde che si infrangono, frastagliandosi, sugli scogli.

Un tempo le sarebbe sembrato assurdo ma ora non riuscirebbe a farne a meno. Si è resa conto di essersi trasformata molto, è cresciuta negli anni e la sua introspettiva è più marcata. E’ risoluta e piena di carattere. La vita le mette davanti prove di forza da superare ogni giorno. E’ dalle più grandi di queste che continua a ripetersi di doverne uscire vincitrice. Non è l’avere un lavoro, una casa o un’automobile. E’ essere indipendente, essere padrone delle proprie scelte, essere pronti a salutare qualcuno di caro. Non nasconde più le sue paure, rinchiudendosi in sé stessa come faceva qualche anno fa, perché è parlandone, raccontando i propri timori, scoprendo il fianco ed avendo la sensazione di essere più deboli, che viene forgiata la corazza da cui nasce la determinazione di una persona. Ci ripensa anche adesso davanti al mare agitato. Non si è pentita di aver confessato a Nadia e Nicola le sue preoccupazioni. Non si cura di cosa possano pensare loro o chiunque altro, vedendo un suo lato del carattere prima ignoto e scorgendola apparentemente disarmata. Ancora non ne è a conoscenza, ma sarà la consapevolezza verso sé stessa, con cui ne uscirà, che la renderà più resistente alle avversità che le si pareranno davanti.

Intravede in lontananza piccole luci lampeggianti, sono pescherecci che rientrano dalla fatica quotidiana. Le portano alla memoria il ricordo della sua più bella storia d’amore, con Daniele, figlio di pescatore. Era solito raccontarle delle sue avventure quando da piccolo usciva in mare aperto a bordo della Lady Julianne con il padre. E Sarah adorava ascoltare. Fino a quando le strade delle loro vite hanno dovuto, inevitabilmente, prendere sentieri opposti. La storia più bella finita nella maniera più amara. Scelta di lei, era necessario cambiare, per migliorarsi, anche a costo di perdere un bene così importante. E’ l’essenza della sua vita nonché dell’universo il cambiamento, non va d’accordo con chi non è in grado di comprenderlo. Peggio per loro, sono destinati a spegnersi, o peggio, a invecchiare. Inizialmente continuava a ripetersi che era semplicemente questione di dimenticarsi tutto. Cavolate. E lo ha capito solo con il trascorrere dell’età. Il passato non deve andare abbandonato ma ricordato per modellare le scelte del futuro: è linfa vitale richiamare alla memoria le situazioni ed i singoli momenti vissuti, sia nel bene che nel male, conservandoli nel cuore per arricchire quello che verrà.

Ora non ha nessuno con cui condividere il suo piccolo appartamento. Anche se ci sarebbe Andrea, a cui è tanto legata, forse la persona a lei più affine. Il ragazzo probabilmente adatto ma che veste i panni del migliore amico. Le basterebbe poco per convincersi eppure non si è mai decisa. Allo stesso tempo ha paura che possa perderlo. Gli ha ripetuto, e dimostrato con la semplicità di gesti quotidiani, l’importanza che ha nella sua vita. Grazie a lui, Sarah si è scoperta molto più emotiva, sensibile e disposta a percorrere il miglio in più. Sono le persone di cui ci circondiamo a caratterizzare le nostre personalità e modi di fare, scovando lati di noi stessi che credevamo inesistenti, ma che in realtà erano solo sconosciuti e nascosti.

L’ora si sta facendo tarda, il vento sta iniziando a soffiare più forte, i due pescherecci hanno ormai raggiunto gli ormeggi e Sarah, più serena ed imbottita dentro al suo piumino, prende la via diretta al suo accogliente e solitario monolocale.

Con in mano lo smartphone, cerca tra i messaggi non letti nelle varie conversazioni ma non ne trova nessuno di Andrea. Decide questa volta lei di aprire la conversazione e, con un sorriso naturale, inizia a scrivere.

Scritto il 03/03/2019, il primo pensiero debole su commessa

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